La facciata restaurata della Sala della Mescita alle Terme del Corallo di Livorno, rosa e ocra, con tre grandi arcate liberty, pannelli dipinti e un vialetto di ghiaia
La facciata restaurata della Sala della Mescita alle Terme del Corallo di Livorno, rosa e ocra, con tre grandi arcate liberty, pannelli dipinti e un vialetto di ghiaia. Foto: Marcxosm · CC0 · Wikimedia Commons

Tra l'Ottocento e i primi decenni del Novecento Livorno visse una stagione particolare. La città del porto e dei mercanti scoprì il mare come luogo di svago e di cura: lungo la costa a sud del centro sorsero stabilimenti balneari, ville eleganti, viali alberati e luoghi di ritrovo per una borghesia che arrivava da tutta Italia. Molte tracce di quell'epoca sono ancora lì, a pochi chilometri dal centro, e si scoprono seguendo il lungomare verso sud. Ecco le tappe principali di questo itinerario nella Livorno Belle Époque.

Le Terme del Corallo, il gioiello liberty

Il punto di partenza ideale non è sul mare, ma poco all'interno, nel quartiere che deve il nome alle sue acque. Nel 1854, nei terreni dell'antica fattoria della Pigna, venne scoperta una sorgente di acqua salina che le analisi dei professori Giuseppe Orosi e Raffaele Garinei giudicarono adatta alla cura dei disturbi dell'apparato digerente. Su quella scoperta, a partire dal 1903, nacque lo stabilimento delle Acque della Salute, oggi conosciuto come Terme del Corallo, inaugurato l'anno seguente.

Il progetto porta la firma dell'ingegnere Angiolo Badaloni, lo stesso del Mercato delle Vettovaglie, e rappresenta uno degli esempi più compiuti del liberty livornese: vetrate policrome, ceramiche, decorazioni dipinte e un grande salone centrale pensato per la vita mondana. Le terme furono anche un'opera innovativa dal punto di vista tecnico, tra i primi edifici in Toscana costruiti in cemento armato. Dopo un incendio nel 1968 il complesso cadde in un lungo abbandono; acquistato dal Comune di Livorno, è oggetto di un progressivo recupero, che ha già restituito il parco e la Sala della Mescita, con la sua facciata ad arcate. Per visite e aperture, consultate i canali ufficiali del Comune.

Il lungomare e la Rotonda di Ardenza

La grande trasformazione della costa cominciò nel 1835, quando si avviarono i lavori per ampliare la strada litoranea che conduceva all'allora borgo di Ardenza. Lungo il nuovo viale sorsero palazzi signorili e ville, mentre tra gli anni Quaranta e Sessanta dell'Ottocento nascevano i primi stabilimenti balneari veri e propri. Il viale terminava nel parterre della Rotonda, progettato dall'architetto Giuseppe Faldi: un ampio piazzale affacciato sul mare, sistemato a pineta intorno al 1840 e ancora oggi uno dei luoghi più amati dai livornesi, con un parco di pini e lecci e uno chalet storico al centro.

Di fronte alla Rotonda si trovano i Casini d'Ardenza, il complesso neoclassico progettato da Giuseppe Cappellini, mentre lungo il percorso si incontra l'Accademia Navale, fondata nel 1881. Tutta l'Ardenza conserva numerose ville eclettiche ottocentesche che restituiscono l'atmosfera della Belle Époque: vale la pena percorrere il lungomare a piedi o in bicicletta, alzando lo sguardo verso le facciate, i cancelli in ferro battuto e le decorazioni.

Antignano, il borgo che diventò località balneare

Proseguendo verso sud si arriva ad Antignano, che per lungo tempo mantenne il carattere di borgo rurale. Le sue origini risalgono all'epoca romana; nel 1370 vi fu costruita una chiesa dedicata a Santa Lucia, poi inglobata nella fortificazione voluta nel Cinquecento da Cosimo I de' Medici. La svolta arrivò tra Ottocento e Novecento: nel 1897 giunse la linea tranviaria elettrica e il lungomare venne prolungato, favorendo la costruzione di ville in stile liberty, eclettico e, più tardi, razionalista. Tra i residenti illustri di Antignano ci furono il compositore Pietro Mascagni e il pittore Raffaello Gambogi.

Quercianella e la costa rocciosa

Oltre il Castello del Boccale, dove termina il lungomare urbano, la costa cambia volto e diventa rocciosa. Qui si trova Quercianella, frazione all'estremità meridionale del comune, cresciuta tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento, quando le nuove strade resero possibile la costruzione di ville di villeggiatura. Il suo simbolo è il Castello Sonnino, nato dalla trasformazione di un fortino mediceo cinquecentesco, la Torre di San Salvatore, per volere dello statista Sidney Sonnino. Quercianella ha una propria stazione sulla linea ferroviaria costiera ed è un'ottima meta per una giornata di mare raggiunta in treno.

Come vivere l'itinerario

Il percorso dalla Terrazza Mascagni ad Antignano si può fare a piedi, in bicicletta lungo la pista ciclabile del lungomare o con gli autobus urbani; per Quercianella è comodo il treno. Il momento più suggestivo è il tardo pomeriggio, quando la luce radente scalda le facciate delle ville e il mare si colora. Dal centro di Livorno, dove si trova La Casina di Leo, il lungomare si raggiunge facilmente con le fermate degli autobus per il mare vicine a casa: un modo semplice per alternare la città storica e la sua anima balneare.

Fra il porto e il mare

Nel centro di Livorno, affacciata su una tranquilla piazzetta interna: una casa vacanze di 40 mq da cui partire a piedi alla scoperta della città.